domenica 30 ottobre 2011

Non capisco

Mi capita sempre più spesso di uscire dai meandri della vita quotidiana, fatta delle mille difficoltà, i probelmi personali, la CRISI che ingolfa tutti i giornali e tv e mi renda conto che qualche cosa a livello di comunicazione, a livello di significato delle parole, non va, non funziona.
Ci stiamo uccidendo orecchie e occhi per ascoltare e leggere le idee per uscire dalla crisi, i problemi si Grecia, Spagna e Italia, della nuova manovra, della riduzione del debito pubblico e in silenzio mentre state leggendoo questo post, arrivato alla sesta riga, altri 4 bambini nel mondo ci hanno  lasciato per fame, sete, una banale mallatia, o perchè prematuri. Si legge sul web che ogni 4 secondi un bambino nel mondo muore per malattie (malattie che noi chiameremmo al massimo fastidi), altri perchè non hanno acqua, altri ancora perchè prematuri e senza aiuti.
Sono i nostri i VERI problemi? Andiamo tutti a FARE IN CULO, io per primo,  ma che cazzo stiamo dicendo?

martedì 25 ottobre 2011

Saranno modi di dire....

A 15 anni sono partito per Londra. Ricordo quante cose non potevo fare perchè non ancora maggiorenne. Quei tre anni sono durati una vita....non arrivava mai la maggiore età. Ricordo che quando ne parlavo con mia nonna, mi diceva che "dopo" il tempo sarebbe passato molto più velocemente.
Non ho mai approfondito questa cosa, aspettavo solo di compiere quegli stramaledetti 18 anni. Ricordo la festa: un casino di gente, musica, casino...
Tra una paio di mesi ne farò 38 e forse qualche cosa ho capito di quanto mi diceva mia nonna: partendo dal passato più recente, poche ore fa ho festeggiato il capodanno 2011, l'altro ieri è nato mio figlio (a gennaio ne farà 9), pochi giorni fa ho prelevato la prima volta in euro e forse settimana scorsa i giornali titolavano della bolla di internet.A proposito di internet: da un paio di settimane ho messo via il modem 14.4.
Ho un buco di memoria delle ultime 19 feste di compelanno, che anche se meno simboliche di quelle per i 18 anni, cazzo le avrò pure fatte. O no? Se mi chiedono quanto anni ho, balbetto: non per timidezza ma perchè pur sapendo di dimostrarli ( e di averli) mi sembra di dire una cazzata affermando 37. E ribadisco, non perchè non me li senta o non si veda che effettivamente sono molto più vicino ai 40 che ai 30, ma perchè non ho la cognizione del tempo che è passato.
Ora mi spiego quale era il significato: i 3 anni dai 15 anni 18 non passavano mai perchè continuavo a pensare ai 18...a quello che avrei potuto fare...aspettavo i 18 e questi non arrivano mai.
Da domani mattina aspetterò i 40: solo a 40 anni si possono fare certe cose che oggi, a quasi 38 non posso fare. Solo a 40 anni potrò...potrò...va bè qualche cosa mi inventerò.
Prossimo ambito obiettivo 40.
PS
La citazione non è mia ma di un film il cui titolo se non errro è Time Machine: "....la macchina del tempo esiste, solo che la si chiama in modo diverso. Si va nel passato con i propri ricordi. Si va nel futuro con i propri sogni...."

giovedì 23 giugno 2011

Il quadrifoglio

Per me il quadrifoglio è sempre stato un mistero. Ne avevo sentito parlare,  l'avevo perfino visto in fotografia, ma mai, ripeto mai, ero riuscito a trovarne uno. 
Ore e ore passate a setacciare il giardino sotto casa. Niente. Neanche per sbaglio.
Lo confesso: al decino quadrifoglio che mio figlio mi ha portato a casa invitandomi ad aiutarlo a  sistemare il prezioso trofeo tra le pagine dell'enciclopedia affinchè lì rimanesse per gli anni a venire, un briciolo di invidia mi è venuta.
Invidia poi tramutata in estrema curiosità quando, la Treccani ormai non aveva più pagine da offrire per la raccolta a quattro petali.
Con la scusa della partitella a calcio, siamo quindi scesi al campetto e tra un tiro e l'altro ho chiesto a mio figlio dove fosse questo luogo così abbondante di quadrifogli.
Non c'era un luogo preciso: tutto il parchetto offriva queste piantine: dopo un breve controllo perfino io ne sono riuscito a trovare uno. Due, tre, cinque, dieci. Troppi per me. Come troppi i petali di quel quintifoglio o sestifoglio. All'ottifoglio quella che prima era invidia, poi curiosità si è tramutata in preoccupazione. 
Cosa c'è in quella terra dove decine e decine di bambini passano i loro pomeriggi a giocare? 
Che schifezze ci saranno là sotto?
ASL avvisata.